Cambia – Menti: istruzioni per l’uso

1) Cerca
Apri un qualunque vocabolario della lingua italiana e vai alla lettera “C”, falla seguire dalla “a”, dalla “m” e da tutte le altre lettere che insieme formano la parola “cambiamento”. Non ti sarà difficile trovarne la definizione: mutamento, trasformazione, passaggio di uno stato a un altro.

Si potrebbe continuare a scrivere sinonimi da riempire un foglio intero, seguiti da un sacco di esempi che vanno dal più concreto al più astratto: pensa a cambiamento di casa, cambiamento politico, cambiamento di prospettiva, eccetera eccetera eccetera.

Ebbene, se dopo aver letto la definizione i tuoi dubbi su quello che la parola cambiamento significhi continuano a persistere, sei sulla strada giusta.

2) Interrogati
Dubito ergo sum. Sì, non era proprio così, ma sostituisci per un attimo il cogito con il dubito e lascia che il tuo pensiero abbandoni la strada maestra. Quale mente procede in linea retta? Di certo non la tua: la tua ricerca non sarebbe nemmeno cominciata.

3) Cadi
A ogni azione corrisponde una reazione uguale o contraria, come ogni linea, ogni via che decidi di seguire porta a una sua destinazione, che a volte è un porto sicuro, a volte una caduta nel vuoto. Segui ogni percorso e non lasciare che Paura, Incertezza e Insicurezza ti blocchino all’inizio del cammino. Non pensare nemmeno siano gli altri a farlo: sei TU, a decidere.

4) Accetta
Accogli ogni momento e fanne tesoro. Lo vedi? Lo senti? Il cambiamento sta lentamente iniziando.

Relazione, Ascolto, Dialogo e Incontro: i protagonisti delle scorse edizioni di InspiringPR quest’anno lasciano il palcoscenico a un altro grande tema che a nominarlo non solo crea aspettative, ma spaventa un po’.

Il “Cambiamento” nell’immaginario collettivo è sempre stato qualcosa quasi di intangibile, di difficile comprensione, di astratto. Cos’è, cosa ci si aspetta, come lo si fa? Domande che aprono la via a quella più difficile: come lo si affronta, un vero “Cambiamento”?

Viene da sorridere al pensiero di rispondere così, su due piedi: il passaggio dal noto all’ignoto, dal vecchio al nuovo, spesso più che a un ponte potrebbe essere paragonato ad una “specie di Caronte”, pronto a spaventare, all’inizio, per poi diventare una macchietta che, una volta che ci ha portato a destinazione, sparisce in lontananza. È proprio il viaggio, la lunga traversata che comporta quel qualcosa che non si riesce a spiegare, ma che da paura iniziale lentamente si dissolve.

La conseguenza è cominciare a essere più forte, più sicuro, più cosciente dopo ogni centimetro che si guadagna allontanandosi dalla riva della comfort zone per quella della nuova destinazione.

Cosa porti a casa dal tuo viaggio?
Dubbi. E certezze. E di nuovo dubbi, e poi certezze, in un circolo vizioso che va in loop, ondeggia tra positivo e negativo, scompone e ricompone, distrugge e ricostruisce, colora e sbianca, offusca e chiarisce. In mezzo a caos e confusione non si ha più paura di affrontare ciò che non si conosce.

Nuove radici, nervi saldi, padronanza di sentimenti: cambi-mente.

Pensa a quando incontri un conoscente per strada che ti racconta di come, dall’oggi al domani, sia riuscito a stravolgere la sua vita per un sogno. Sul momento tu rimani spiazzato: “Coraggio, e ora cosa pensa di fare?”, il primo pensiero che si materializza nella tua mente, che urla dentro solo per coprirne un altro dalla vocina molto più flebile mentre dice: “Un giorno lo farò anch’io!”.

E poi arriva quel giorno, quel momento, in cui sei tu a raccontare a te stesso che quello che era ieri non è più. Quello che eri ieri non sei più.

Prendere in mano la propria vita o semplicemente cambiare la visione delle cose, accettare realtà scomode dentro o piccoli cambiamenti quotidiani fanno parte di quelle che oggi potremmo chiamare “micro-rivoluzioni”, che sommate a quelle di ieri costruiscono grandi rivoluzioni domani, in un circolo continuo fatto di apparenti banali up and down, di piccole trasformazioni fluide di pensiero e di conquiste sempre nuove di centimetri del terreno dell’Io. Quello vero.

Stop. Replay: oggi è un altro giorno.

Istruzioni per l’uso: cerca, di nuovo. Interrogati, sempre. Cadi, serve. Accetta, a braccia aperte.

 

Fonte: InspiringPR

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