Calo studenti. Bussetti: ci saranno classi meno pollaio e più tempo pieno

Lo ha detto il ministro Bussetti in un’intervista al giornale online l’Inkiesta, rispondendo alla domanda sull’abbandono scolastico. Il Ministro ha rassicurato che “Una delle priorità del mio incarico è il contrasto all’abbandono e alla dispersione scolastica“.

L’intervista ha preso spunto anche dai dati della Commissione europea secondo i quali nel 2018 il tasso di abbandono scolastico degli studenti italiani risulta ancora molto elevato.

Bussetti ha sottolineato l’impegno profuso per garantire a “ogni bambino e ragazzo l’accesso a qualsiasi forma di istruzione in ogni ordine e grado, nel pieno rispetto del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione“.

Ha quindi posto l’accento sullo “stanziamento da 50 milioni di euro per il contrasto alla povertà educativa minorile in scuole che si trovano in aree a rischio“. Per il Ministro, è uno dei modi per dare risposta al bisogno primario dell’istruzione, senza sottovalutare tuttavia l’importanza dell’orientamento che serve nel sistema di istruzione a far emergere le attitudini degli studenti.

Sull’ipotesi di come il calo di studenti possa incidere sulla scuola, Bussetti ha rassicurato di non avere alcuna intenzione di depotenziare il sistema di istruzione. “Il nostro obiettivo – ha ribadito – è offrire più tempo scuola e una maggiore offerta formativa ai nostri bambini e ragazzi. Potremo aumentare per esempio il tempo pieno al Sud. O, ancora, eliminare le classi cosiddette pollaio“.

Per rimarcare l’impegno del ministero dell’Istruzione volto a contrastare l’abbandono scolastico e al contempo arricchire l’offerta formativa, Bussetti ha rimandato al Def ricordando che si tratta di un documento ch delinea le priorità politiche del Governo che si tradurranno poi nella legge di bilancio. “Metteremo in campo – ha detto Bussetti – tutte le misure necessarie per ottenere risultati significativi. Investire sui nostri giovani significa investire sul futuro del Paese“.

Sempre in tema di investimenti, Bussetti – stuzzicato sulla spesa per l’istruzione terziaria più bassa dell’Ue – ha affermato che bisogna invertire la tendenza e “dare ossigeno alle molteplici realtà formative del nostro Paese. E lo stiamo già facendo: con la legge di bilancio e con una serie di altre importanti misure stiamo destinando risorse a scuole, atenei ed enti di ricerca, affinché possano lavorare al meglio. Ma i finanziamenti da soli non bastano: serve un piano strategico che coinvolga anche altri ambiti della nostra società per far sì che la conoscenza possa essere effettivamente e sempre più motore di sviluppo del nostro Paese“.

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Fonte Orizzonte Scuola

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