Aumenti stipendi miseri: Ministro, quando il recupero del 2013? Lettera

Lettera

A fronte dei miserrimi aumenti previsti dall’attuale governo (pare
intorno ai 65-70 euro lordi per il triennio 2019-21), ALZI LA VOCE e almeno PRETENDA IL RECUPERO DEL 2013, anno vergognosamente “scippato” alla ridicola carriera scolastica di tutti noi! Grazie a quel “furto”, il passaggio da un gradone all’altro avviene con un anno di ritardo, e ciò significa una retribuzione inferiore che si protrae nel tempo e si ripercuoterà sulla stessa futura pensione.

Il confronto dei nostri stipendi con quelli degli altri paesi europei è impietoso, e nonostante i solleciti e i moniti da parte dell’OCSE e di agenzie internazionali ad aumentare decorosamente le nostre remunerazioni, il mondo politico fa orecchie da mercante.

La tragica verità è che i nostri stipendi (praticamente fermi in quasi dieci anni di contratti inesistenti) hanno perso potere d’acquisto e l’intera classe docente ha perso e perde ogni giorno anche dignità e valore sociale. Ci si meraviglia del mancato rispetto da parte delle famiglie? Ma è ovvio, se persone laureate (spesso con più lauree, dottorati, specializzazioni)
sono così malpagate dallo stesso stato per cui lavorano! Peraltro svolgendo il delicato compito di istruire e educare le nuove generazioni.

Senza scomodare l’articolo 36 della nostra costituzione, ovviamente disatteso, mi chiedo con amarezza come sia possibile una simile disprezzo perfino “istituzionale” verso noi docenti. Tutte le indagini dicono che siamo i più poveri all’interno della pubblica amministrazione, con una laurea che non è riconosciuta in termini economici, insomma costituiamo una sorta di nuovo proletariato intellettuale. E voi politici cosa fate? Chiacchiere, bla bla e false promesse…Quindi, caro ministro, prima di dimettersi cerchi almeno di GARANTIRE IL RECUPERO DEL 2013.

L’articolo Aumenti stipendi miseri: Ministro, quando il recupero del 2013? Lettera sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Leggi Tutto

Fonte Orizzonte Scuola

Powered by WPeMatico

Facebook Comments
Vai alla barra degli strumenti