Assegnazioni provvisorie mancate ledono diritto al ricongiungimento familiare. Lettera

Lettera

Sono un docente di Storia dell’arte in servizio nella provincia di Treviso ed ho inoltrato domanda di assegnazione provvisoria all’AT di Ragusa, provincia nella quale risiede il mio genitore ultrasessantacinquenne.

Sapevo che una docente, titolare nella provincia di Ragusa, era in attesa che l’AT di Palermo disponesse le assegnazioni provvisorie di quella provincia; un esito positivo per la richiesta della collega avrebbe chiaramente creato la disponibilità di una cattedra sulla quale si sarebbe potuta disporre la mia assegnazione.

Tuttavia il sottoscritto non ha ottenuto quanto auspicato per mancanza di posti disponibili entro il 31 agosto 2019.

Infatti, l’AT di Palermo, nella totale noncuranza di quanto disposto dall’art. 9, comma 6, del CCNI 2019/2022 (“Tutte le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria devono improrogabilmente essere effettuate entro il 31 agosto dell’anno scolastico di riferimento nel triennio di vigenza del presente contratto”), ha proceduto alla pubblicazione della maggior parte delle assegnazioni provvisorie solamente in un periodo successivo a quanto disposto dal Ministero, e quotidianamente continua ancora a pubblicarne di nuove.

In data 17 settembre 2019, l’AT di Palermo ha pubblicato l’elenco delle assegnazioni provvisorie interprovinciali II grado su posti di sostegno di docenti con titolo e senza titolo, e fra i beneficiari dell’assegnazione risulta la docente di cui si è detto. Conseguentemente a tale assegnazione, si è creata la disponibilità di quella cattedra alla quale io aspiravo, ma l’AT di Ragusa ha ritenuto di non assegnarla a me, dichiarandosi disposto ad integrare gli elenchi delle assegnazioni provvisorie solamente per posti liberatisi a seguito di assegnazioni verso altre province disposte comunque entro il 31 agosto.

Quindi, in conclusione, è stato leso il mio diritto al ricongiungimento familiare a causa della assoluta indifferenza dimostrata dall’AT di Palermo per il rispetto delle tempistiche previste per legge e, di converso, del rispetto delle stesse da parte dell’AT di Ragusa. E il problema non riguarda solamente il sottoscritto perché, potenzialmente, altre centinaia di docenti che hanno presentato domanda di assegnazione provvisoria in provincie di tutta Italia, non hanno visto riconosciuto il loro diritto perché, in quelle provincie, i posti sono risultati disponibili solo dopo che l’AT di Palermo ha provveduto, nei tempi che ha ritenuto opportuni, a svolgere i compiti che gli sono assegnati dalla legge.

Per non parlare del disagio delle scuole di tutta Italia che si trovano, ad anno scolastico avviato e con le lezioni iniziate da più di una settimana, privati di docenti sulla cui presenza avevano ormai fatto affidamento; e questo problema si aggiunge a quello nazionale relativo al numero di cattedre comunque ancora scoperte. Quanto detto ha ovviamente ricadute anche dal punto di vista didattico, costringendo gli studenti ad un tardivo cambio di insegnanti.

Ma è possibile che quanto previsto dal CCNI 2019/2022 sia vincolante solamente per alcuni AA.TT. e possa essere del tutto disatteso da altri?

Cosa accadrebbe se una stessa noncuranza per le scadenze temporali fissate dalla legge fosse manifestata da un docente o, anche semplicemente, da un comune cittadino?

È possibile che tali comportamenti (o negligenze?), lesivi di diritti individuali e dannosi per l’attività didattica, siano tollerati e non sanzionati dagli Uffici competenti?

Mi auguro che la presente mail, oltre che uno sfogo del sottoscritto, possa essere utile ad evitare che l’anno prossimo l’AT di Palermo manifesti la stessa indifferenza per le disposizioni di legge e che il sottoscritto e altri docenti vedano ingiustamente lesi i propri diritti.

Comunicato Gilda allarme assegnazioni provvisorie

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