Ancodis: ignorati da Governo e sindacati, si va verso lo sciopero del 17 maggio

Conseguenza dell’intesa sottoscritta da CGIL, CISL, UIL, GILDA e SNALS è stata la decisione di sospendere (e non revocare?) lo sciopero indetto per il prossimo 17 maggio rimandando la decisione finale dopo il confronto nei tavoli tecnici che si apriranno nei prossimi giorni.

Dai toni manifestati nei media e dai contenuti dichiarati nei documenti ufficiali – seppur sommari – risulta evidente la soddisfazione delle parti nel sottoscrivere un’intesa che ai nostri occhi appare scontata, rasserenante, con argomentazioni rivolte in particolare ai docenti precari, al personale ATA, ai DS (rinnovo contrattuale con graduale recupero del potere d’acquisto degli stipendi, stabilizzazione del rapporto di lavoro dei docenti precari, riconoscimento e valorizzazione del personale ATA facente funzione dei DSGA, pieno riconoscimento del ruolo e delle connesse responsabilità dei DS).

Si tratta – per le OO.SS. firmatarie – di un accordo che risponde alle loro rivendicazioni e, dunque, rispondente alle contestazioni che stavano alla base dello sciopero unitario.

E se si trattasse di un grande “bluff mediatico” finalizzato a rendere l’atmosfera del mondo scuola più serena e meno conflittuale?

Ebbene, qualche elemento di perplessità resta. Analizziamo i punti:

– Rinnovo contrattuale: alle menti lucide, ai ben informati, non sfugge che il sospirato aumento, semmai vedrà luce nella finanziaria del 2020, si tradurrà in circa 40 euro nette mensili, soglia affatto paragonabile alla “media dei livelli salariali degli altri Paesi europei”;

– La scuola del paese: il timore della regionalizzazione permane perché, facendo l’esplicito riferimento alla “salvaguardia dell’unità e l’identità culturale del sistema nazionale di istruzione del paese” (ci mancherebbe altro!), non si scongiura affatto un’autonomia a livello regionale (non dimentichiamo – seppur con le dovute differenze – il sistema sanitario nazionale in mano alle regioni!);

– Stabilità nel rapporto di lavoro: consideriamo positivo il riferimento al personale ATA, l’attenzione alla volontà di “progressione di carriera” a partire dai “facenti funzione DSGA”, come pure il rimarcare “il ruolo e la funzione dei dirigenti scolastici”: la linea che emerge è, di fatto, quella di un “Management scolastico” (termine ripudiato nei fatti ma usato nella sostanza) legato alle capacità e alla progressione di carriera in relazione ai ruoli, alle capacità e alle responsabilità.

Proprio su quest’ultimo punto, i Collaboratori dei DS ed i Responsabili di plesso iscritti ad Ancodis dichiarano la totale insoddisfazione per la permanente indifferenza registrata anche nel corso della “proficua notte bianca”: nei documenti ufficiali, infatti, non è stata data alcuna attenzione verso questa fondamentale e necessaria componente nella scuola italiana.

E’ stata posta attenzione a tutte le figure operanti nel comparto scuola, tutte tranne quelle che, come le altre ed a volte più delle altre, ne determinano il buon funzionamento organizzativo in contesti spesso fatiscenti o difficili (si pensi alle scuole in reggenza o di montagna o con molto plessi)!

Questa posizione meritocratica certamente condivisibile per quale motivo non si può estendere anche alle altre figure determinanti e significative del comparto scuola?

Perché un docente che assume oneri e responsabilità legate alla funzione di Collaboratore del DS non deve avere la medesima prospettiva con l’istituzione del middle management scolastico quale terza area nel comparto scuola?

I Collaboratori dei Dirigenti Scolastici ed i Responsabili di plesso iscritti ad Ancodis – ed auspichiamo anche quelli iscritti alle OO.SS firmatarie – non possono più tacere il FORTE DISAGIO per l’assenza della meritata attenzione al pari delle altre componenti!

Ancora una volta Governo ed OO.SS. continuano ad ignorarli ed a trattarli quali “figli di un dio minore”!

Devono prendere atto, invece, che oggi non è più sostenibile un ruolo dirigenziale in un sistema complesso qual è un’autonoma Istituzione scolastica senza la collaborazione di figure di sistema intermedie che coadiuvano il DS nella redazione, nella gestione e nella esecuzione del progetto educativo e formativo (organizzazione del quotidiano servizio, governance nella gestione didattica, capacità nel risolvere emergenze e problematiche quotidiane, servizio in assenza del DS, gestione plessi distaccati).

Del lavoro instancabile e quotidiano dei Collaboratori dei DS e dei Responsabili di plesso non si fa alcun cenno, quasi essi (alcune decine di migliaia) non fossero rilevanti, dei lavoratori INVISIBILI la cui attività, formalmente non riconosciuta giuridicamente né contrattualmente eppure di grande valore professionale, è ritenuta non meritevole di attenzione proprio dai Sindacati che sono invece chiamati a tutelare e garantirne il loro lavoro (come giustamente fatto per gli ATA facenti funzioni di DSGA!).

Per queste ragioni, ANCODIS si dichiara delusa dai contenuti dell’accordo della notte del 24 aprile (per i Collaboratori è stata ancora una notte buia!) e chiede una formale attenzione alle Istituzioni (Commissioni Cultura di camera e senato), al Governo ed alle OO. SS nei prossimi tavoli di confronto prevedendo la possibilità di poter discutere – come già fatto con rappresentanti delle diverse forze politiche – le proprie proposte fondate su una visione non in contrapposizione alle altre azioni urgenti e necessarie ma propositive e ritenute necessarie per una moderna governance della scuola italiana.

Ove nei tavoli tecnici dovesse essere confermata l’inaccettabile indifferenza nei nostri confronti, ANCODIS inviterà i Collaboratori dei DS ed i

Responsabili di plesso ad aderire convintamente allo sciopero del prossimo 17 maggio.

Prof. Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo

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Fonte Orizzonte Scuola

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