A Ventotene, nella piccola scuola dell’isola, da domani, studenti da tutta Europa studieranno la Storia.

Perché a Ventotene? Perché lì, nei terribili anni del nazismo, di Mussolini, della repressione violenta e della seconda guerra mondiale, un manipolo di confinati, esiliati dal mondo per il loro coraggioso antifascismo, alzarono lo sguardo oltre l’orizzonte e immaginarono per l’Europa un futuro di libertà, di giustizia sociale e di pace.

Approdare su quell’isola significa ancora oggi respirare quell’anelito.

Camminare nei vicoli e leggere le targhe della biblioteca, delle mense, delle botteghe dei confinati; ripercorre lentamente gli spazi angusti in cui, sotto stretto controllo carcerario, quei prigionieri erano costretti a muoversi, significa immedesimarsi con il corpo e con la mente in quelle persone, in quei giorni, in quel momento storico, in quella violenza che il regime esercitava quotidianamente e pervicacemente sul pensiero e sulle azioni di chi lottava per la libertà.

La Storia non può essere dimenticata. Deve essere insegnata e studiata con cura, con impegno e con tutto il tempo necessario per sapere, per conoscere, per ragionare, per capire. Perché solo nella Storia ci sono gli antidoti contro la barbarie, sempre in agguato.

Con “La Nuova Europa” centinaia di studenti italiani, inglesi, romeni, francesi, tedeschi, portoghesi, greci, polacchi, ungheresi, belgi, lettoni, danesi, austriaci, irlandesi sono già stati sull’isola e hanno sperimentato una vera, profonda dimensione di cittadinanza europea. Attraverso due appuntamenti che si alternano tra la primavera e l’autunno, fin dal 2017 – il ‘Ventotene Europa festival’ e la ‘Scuola d’Europa’ – i giovani provenienti da scuole di tutta Europa si incontrano e si riconoscono eredi di un passato comune e portatori di un progetto condiviso: quello dell’Europa del Manifesto di Ventotene, scritto tanti anni fa ma ancora attuale, se vogliamo pensare ad un’Europa finalmente libera dal giogo stringente delle leggi di mercato e di uno sviluppo capitalistico iniquo e distruttivo.

Se vogliamo recuperare l’idea di un’Europa democratica e giusta.
Nelle aule della scuola dell’isola, intitolata ad Altiero Spinelli e tenacemente presidiata dall’energia e dalla voglia di fare della piccola ma inesauribile maestra Anna con i pochi bambini rimasti a Ventotene, questi studenti si incontrano, si confrontano, studiano, riflettono, scrivono, fanno proposte, alternando le attività di laboratorio condotte nella scuola con le conferenze degli esperti che si tengono nella grande sala del Centro polivalente messo a disposizione dal Sindaco e dalla cittadinanza.

Domani arriveranno sull’isola 50 nuovi studenti, provenienti da Madrid, da Parigi, da Roma, da scuole internazionali francesi, e saranno impegnati nella stesura di “un documento che spieghi come debbono funzionare le istituzioni europee per conciliare i principi di libertà, rappresentatività e partecipazione, senza dimenticare cultura e valori comuni.” Comincerà domani, infatti, la terza edizione del ‘Ventotene Europa festival’: dal primo al 5 maggio questi giovani cittadini europei declineranno ‘Le parole dell’Europa’ e le loro proposte per l’Europa 2019-2024.

Sarebbe bello se il Ministro dell’istruzione li andasse ad ascoltare.

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Fonte Orizzonte Scuola

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