A scuola meno Leopardi e più diritto per formare cittadini consapevoli?

In un articolo di Huffington post, Furi analizza la scuola del futuro, dopo il dibattito avuto durante un evento organizzato dalla Consulta giovanile di Castelnuovo di Garfagnana (Lucca). Tema dell’evento è stato: il ruolo dei giovani nella società e quindi che compito ha la scuola per la formazione dei ragazzi.

La prima domanda che si pone Furi è: ha ancora senso che nel 2019 si insegni tutta la vita di Leopardi, ma che non si preparino i ragazzi a essere cittadini consapevoli?

Seconda la stessa autrice, conoscere Leopardi è certamente importante, però è pur vero che il resto che non riguarda l’istruzione in senso stretto viene lasciato alle famiglie.

La riflessione della fondatrice di Millenials arriva poi al diritto di voto dei ragazzi 18enni: è possibile che la preparazione politica-sociale dei giovani che vanno a votare sia responsabilità dei genitori?

A scuola insegniamo storia dell’arte perché crediamo che siano nozioni che un ragazzo debba sapere a prescindere dal fatto che vada o meno a visitare una mostra. Poi chiediamo a quello stesso ragazzo di decidere della vita politica del nostro Paese, senza avergli dato in mano alcuno strumento per farlo in maniera consapevole” scrive Furi.

Non consideriamo insomma materie come il diritto al pari di storia  filosofia o italiano – prosegue l’autrice – Lasciamo che siano i singoli ragazzi a informarsi. E questo è sbagliato“.

Dobbiamo avere il coraggio di ripensare la scuola. Di trovare una sintesi tra il continuare a insegnare le materie che caratterizzano la nostra storia culturale come il greco, il latino, la storia e la filosofia, e allo stesso tempo trovare lo spazio per insegnare fin da piccoli le basi del diritto e dell’economia” conclude Furi.

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Fonte Orizzonte Scuola

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