Il nuovo educatore? È il web (e non va bene così)

A Napoli un bambino di 11 anni si è suicidato: di mezzo, forse, una sfida sui social. Ivano Zoppi: «Oggi se un ragazzo non ha un punto di riferimento adulto con cui confrontarsi, la ricetta più facile è digitare su Google il bisogno. Google c’è sempre, H24 e dà sempre una risposta. Solo che la risposta appare in base ad algoritmi che nulla hanno a che fare con l’educazione. Cercano risposte ma anche like, cioè qualcuno che li guardi: perché noi non li vediamo…». Sicuri che va bene così?

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Fonte Vita.it – Sezione Società – News Feed

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