Dialogo con Massimo Iiritano. La catastrofe e la speranza

Il terremoto di Lisbona, con 100mila morti in un sol giorno, nel 1755, cambiò per sempre la filosofia della storia. Oggi invece i filosofi tacciono. C’è una parola possibile? «L’alternativa, purtroppo reale, che più dovremmo temere, è che tutto torni come prima. Potremmo dire, con Benjamin, che la vera catastrofe è sempre che tutto continui, nonostante tutto, come prima. Ciò che manca è la speranza nell’apocalisse. Perché come diceva Quinzio, “La verità di un uomo non è tale che dinanzi alla sua morte. Così anche la storia”».

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Fonte Vita.it – Sezione Società – News Feed

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